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martedì 11 agosto 2015

Poltrona Egg di Nanna Ditzel per Pierantonio Bonacina


Pezzo di Design tra i più conosciuti, la Egg Chair o Poltrona a Uovo sospesa di Nanna Ditzel, si impone da sempre come una icona del Design Internazionale.
Disegnata alla fine degli Anni Cinquanta da un architetto Danese, la Ditzel, viene ancora oggi prodotta con enorme successo da Pierantonio Bonacina, in più versioni.
 
 
Con la sua forma a uovo, in cui si integrano estetica e funzione, la poltrona Egg è un oggetto rappresentativo del gusto distintivo nordico che, dagli Anni cinquanta, conquista le regioni Europee. Come altri architetti e design nordici, esportatori di un certo gusto naturalistico ed armonizzato con l'ambiente, Nanna Ditzel, amava i mobili realizzati in materiali naturali e se possibile, senza piedi; a fronte di ciò nel 1957, disegna una poltrona sospesa da appendere ai soffitti, in midollino.
L'azienda Pierantonio Bonacina, la produce indistintamente da allora, aggiungendo oggi in versione in Polycore per esterni, e con supporto autoportante. 

lunedì 29 giugno 2015

LE SEDIE THONET

SEDIE THONET

Descrivere alcuni oggetti risulta facile, soprattutto quando essi hanno quelle caratteristiche particolari di "leggerezza, eleganza, design" oppure sono talmente conosciuti ed apprezzati da essere "senza tempo". E' il caso della produzione di mobili in legno massello curvato della famiglia thonet che, dalla metà del 1850 continua a produrre con successo, soprattutto quelle sedie in faggio curvato che tutti abbiamo visto, che, partite dalle regioni austriache, si sono poi diffuse nelle case in cui si incontra un certo gusto.

sabato 24 gennaio 2015

Le Borse di Paula Cademartori

PAULA CADEMARTORI 
“Le scarpe sono fatte per sedurre gli uomini, le borse per farsi notare dalle altre donne”

 


Dietro il successo delle sue creazioni, una visione estetica improntata sulla cura estrema per il dettaglio, che si accompagna alla scelta di realizzare l’intera produzione in Italia. Ogni borsa viene concepita come oggetto di design da collezionare e fare proprio. Sigillo prezioso di ciascun modello è una fibbia metallica, progettata personalmente dalla stilista, grazie al suo background nel mondo della gioielleria e dell’industrial design. Un raffinato marchio di fabbrica, una moderna visione di logo che esula dalle convenzioni del logo. 
 


Paula Cademartori è brasiliana, di Porto Alegre, con un’origine italiana e una fortissima passione per la moda fin da bambina, quando giocava ore e ore nell’armadio della nonna tra borse, bijoux e scarpe. Il suo percorso formativo inizia proprio in Brasile con la laurea in Industrial Design, “perché nella mia città l’approccio alla moda è strettamente legato al settore industriale”. 
 Il prodotto finale è l’espressione del puro Made in Italy di qualità in cui la stilista crede fortemente, a differenza forse di tanti italiani: “alla nuova generazione di imprenditori italiani manca la voglia di proteggere la cultura italiana, il prodotto interno. Io vendo soprattutto in paesi in cui le persone capiscono e condividono questa filosofia, perché hanno la cultura di capire che in Italia c’è un savoir faire che non c’è da nessun’altra parte”.Ovviamente un prodotto di questo tipo ha un costo elevato per il mercato, ma una borsa Cademartori è destinata ad una “donna sofisticata che sa apprezzare la qualità e non compra per il marchio ma perché le piace il prodotto. Inoltre, in tempo di crisi,  l’acquisto è un atto ponderato che dovrebbe prediligere la qualità come investimento sulla durata del prodotto”.

 
 
 

 http://www.paulacademartori.com/it/


domenica 4 gennaio 2015

LA BERLINESE GUIDA ALL'ALTERNATIVE CHIC

LA BERLINESE GUIDA ALL'ALTERNATIVE CHIC

ANGELIKA TASCHEN
& ALEXA VON HEYDEN

" La maggior parte dei berlinesi sono nuovi arrivati . Lo sono anch'io. Ho cambiato spesso città, nel mio paese e all'estero e alla fine ho lasciato Los Angeles e scelto la giovane capitale tedesca..."
 
Mai avrei pensato che non libro simile potesse entrare a far parte della mi biblioteca personale; moda, fitness, outfit, fashion etc...lontanissimo dal mio pensiero pratico e senza fronzoli...
ed invece, quasi scommessa lo prendo, e mi ritrovo anche a pensarla nello stesso modo!
 
 
"NO AL LOGO IN VISTA. Nulla da dire contro i marchi di lusso più noti, ma a Berlino una fibbia dorata o una sciarpa svolazzante con tanto di logo in mostra non impressiona. Perché? Perché Berlino non è una città della finanza come Francoforte o Londra, ma è la città della creatività e degli artisti, a volte possono spendere a volte no."
 
e poi:
 
"GIOIELLI. La berlinese non si serve delle gioiellerie dei centri commerciali. Ha i suoi produttori locali che le creano dei piccoli capolavori.
Se si tratta di gioielli da infilare alle dita, ecco che la berlinese fa mostra della sua fedeltà. Porta l'anello ricevuto in dono dal marito o fidanzato o dalla migliore amica. Altrimenti ne sceglie uno prezioso, di famiglia. Anche in questo caso conta la storia che c'è dietro."

..insomma un piccolo Vademecum, spiritoso ed ottimista, da prendere a piccole dosi per il nuovo anno! Se poi ci si impegna un pochino, magari si possono seguire alcuni pratici consigli, anche se si vive a Roma o a Milano!










venerdì 8 febbraio 2013

La mia nuova Padella Aeternum di Bialetti in Ceramica

Qualche tempo fà avevo manifestato la necessità di sostituire tutto il "Parco Padelle" del mio assortimento casalingo, data l'omai obsolescenza del fondo in Teflon. Considerati tutti gli aspetti negativi di questo tipo di rivestimento, fuori legge a partire dal 2015, ho iniziato a raccogliere informazioni su altri tipi di rivestimento, come ad esempio la ceramica, mai immaginando di trovarmi di fronte a tante informazioni e di tipo fortemente contrastanti tra di loro.


Ho deciso comunque di fare almeno un piccolo esperimento con una padella di dimensioni medie dal rivestimento in ceramica; ho scelto una Bialetti Aeternum della nuova Linea Ceramic OK, semplicemente perchè erano in vendita presso la Sede Euronics di Frosinone, che ha l'orario continuato. Ammesso e non concesso che questo non è un motivo di scelta, anzi, magari l'orario di apertura dei negozi condiziona fortemente alcune fasce di acquirenti ma questo sarebbe un altro argomento, ne ho presa una e l'ho provata subito anche con una certa perplessità.

Intanto la padella pesa, non è leggera ed il rivestimento è liscio, liscissimo e bianco; da ciò che leggo si tratta di una padella in alluminio con rivestimento ceramico applicato col metodo delle nanotecnologie etc...a cui vi rimando. Ho provato a cuocere con condimento e senza, in ordine, rispettivamente; frittata con zucchine, zucchine trifolate, cipolle, ho fatto sciogliere formaggio di vari tipi, ho cotto la pizza ed il pane senza acun tipo di condimento ed il risultato è stato eccellente!
Non ha attaccato niente, tant'è che ne comprerò anche altre; per non scalfirle ho utilizzato solo utensili in legno. Questo post lo pubblico solo per dare informazioni che ritengo utili, dato che io stessa reputo tali altre info che mi arrivano da altre colleghe blogger; questo post è una mia iniziativa personale, non è un post sponsorizzato. Chiaramente dovessero esserci degli sviluppi contrari sarei sempre qui a dirlo.
Voi con questo tipo di utensili come vi siete trovate?

Fonti:
http://www.bialetti.it/files/news/attachments/csCeramicOk.pdf
http://www.bialetti.it/it/catalogue/scheda.asp?id_cat=327#

venerdì 4 gennaio 2013

Pentole e Padelle | Le Alternative al Teflon

Mi trovo nella necessità di dover riassortire tutte le mie padelle; devo dire che si conportate con un certo onore, ma ora dopo 10 anni circa e qualche graffio credo sia il caso di rimodernare. La maggior parte delle mie padelle, tutte antiaderenti fanno parte della Serie Ikea 365+ e Favorit, quindi di Range Alto e con uno strato di Teflon Professionale. La riuscita è stata veramente buona. Ma adesso con cosa cambiare considerato i nuovi studi sul Teflon?
Ormai è accertato che il Teflon, o meglio "....ciò che rende il rivestimento in teflon delle padelle potenzialmente pericoloso è il suo contenuto di PFOA (acido perfluorottanico). Si tratta di un emulsionante utilizzato proprio nella produzione del teflon..........il quale può essere in grado di favorire patologie che coinvolgono la tiroide. Inoltre il PFOA è stato dichiarato nel 2006 da parte della statunitense Environmental Protection Agency come un componente potenzialmente cancerogeno...."

 
Quindi, alla luce di questi studi, quale materiale scegliere? Ammetto che la casistica è sorprendentemente vasta; si và dal rivestimento in ceramica smaltata alle pentole in tintanio, ottime ma costose, a quelle in ghisa, che però sono anch'esse spesso smaltate, a quelle in allumio, leggeri ed economiche ma i cui residui alle alte temperature, possono creare lo stesso danni.
A seguire, l'acciaio, che necesssita sempre di grassi per la cottura, oppure la terracotta, ideale per cotture lente o il classico vetro in pirex che è però solo per la cottura al forno.

Sinceramente mi stavo orientando sul rivestimento in ceramica, ma crescono i miei dubbi a proposito delle nanotecnologie, e sul processo di produzione stesso. Partendo dal presupposto di scegliere un prodotto di qualità, quindi di Target Alto, cosa mi sapreste consigliare?

Fonti:
Le parti in corsivo sono tratte direttamente dai Siti di Riferimento elencati in basso; consiglio il primo per una elencazione molto semplice e discorsiva dei vari materili ed il secondo per le differenze commerciali dei vari tipi di Teflon utilizzati come rivestimento.